La donna che corre
Qualche
tempo fa mi sono capitati sotto mano degli articoli di giornale su questa
grande donna. Un po’ per ignoranza, un po’ per pigrizia, non avevo prestato
loro la giusta attenzione. Quando finalmente ho preso del tempo per leggerli ho
scoperto una storia da pelle d’oca.
Diane Van
Deren è sempre stata una donna sportiva. Nonostante l’epilessia ha vissuto la
sua vita, si è sposata, ha avuto dei figli. Quando, incinta del terzo figlio,
le diagnosticano la malattia, decidono per un intervento, le tolgono la parte
di cervello causa delle crisi epilettiche. Ma con questo le tolgono anche la
memoria breve, quella della vita di tutti i giorni, quella necessaria per
riconoscere le persone che le vivono accanto, per sapere come tornare a casa.
E allora
lei cosa fa? Semplicemente corre, prende le sue scarpe e corre, sempre e
comunque, pioggia sole neve vento buio. E corre anche bene, visto che è una
delle maratonete più forti del mondo. L’anno scorso ha vinto nientemeno che la Yukon
Arctic Ultra: 480 kilometri di territorio canadese, a -44°, una maratona dove
la maggior parte degli atleti si ritira, dove alcuni perdono le dita per il
freddo, 8 giorni di neve e vento ghiacciato, solitudine e acqua bollente nel
corpo per scaldarsi. Un’esperienza che va oltre i limiti della natura umana.
La corsa
è la sua vita, a volte non ritrova la strada di casa ma i familiari lo sanno:
se non torna entro 5 ore se la vanno a cercare.
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diane van deren
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