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03/2009
L'ultimo colpo dell'ariete
In The Wrestler Mickey Rourke è Randy "The Ram", wrestler professionista che raggiunse l'apice della sua carriera negli anni '80. A distanza di venti anni Randy è appesantito e acciaccato, dal fisico massiccio e muscoloso anche sotto i chili di troppo. Lavora part time in un grande magazzino e continua a praticare il wrestling nelle palestre dei licei durante il fine settimana, per la gioia dei pochi ma affezionati fan che gli sono rimasti.
La sfortuna si accanisce sull'atleta: a causa della sua passione ha perso i contatti con la sua famiglia, con sua figlia soprattutto, e a peggiorare la situazione arriva un infarto in seguito al quale il medico gli proibisce di fare l'unica cosa che lo sostiene, combattere sul ring.
Randy non si da per vinto, cerca di recuperare gli anni persi, cerca di riallacciare i rapporti con la figlia, una sorta di rinascita come uomo piuttosto che come lottatore. Ma la vita è dura, i colpi che sferra sono più dolorosi di quelli ricevuti sul ring. Ring fuori dalla sua portata visto che ormai è solo un "vecchio pezzo di carne maciullata". Ma intorno al ring c'è ancora la folla che lo acclama e che è diventata la sua famiglia. Ed è per questo che nonostante tutto è al ring che fa ritorno.
Il ruolo del wrestler sembra essere stato tagliato appositamente per Rourke, soprattutto se visto in un'ottica di redenzione-riabilitazione. "Non è una cosa che accade spesso” commenta l’attore, “devi volerlo, ma non basta. A me ci sono voluti più di dieci anni. Credevo che ci sarei riuscito in un anno o due, volendolo, e invece ci sono voluti quattordici, quindici anni di duro lavoro su me stesso per accettare il fatto che dovevo cambiare. La mia forza era diventata la debolezza, non c’erano regole, non accettavo nessun tipo di compromesso, e questo non è possibile”.
Ciliegina sulla torta la splendida ballata di Bruce Springsteen, scritta proprio per il film e dedicata a tutti i lottatori caduti.
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