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02/2009
Gioia per l'anima
Gravity al last in realtà è uscito nel settembre del 2008, ma è proprio in questi giorni che si conclude il tour che ha portato Ayo ad esibirsi in Europa.
Ayo nasce vicino Colonia nel 1980, da padre nigeriano e madre rom. Lascia la Nigeria in tenera età e ben presto si ritrova a vivere solo con il padre e i fratelli a causa dei problemi di droga della madre. Fin da piccola inizia a suonare il violino e successivamente il pianoforte, ma solo quando prende tra le mani una chitarra capisce che quello è lo strumento adatto per lei, per potersi esprimere al meglio e con cui sentirsi a proprio agio.
Forse proprio a causa delle sue origini, Ayo ha un carattere e abitudini da nomade. E per affinare la sua personalità musicale decide di vivere tra New York e Parigi, due metropoli diverse ma che la aiuteranno nella sua crescita professionale. Nel 2006 in soli cinque giorni da vita al suo primo album, Joyful, semplice e pacato ma dal forte impatto emotivo. Con l’ultimo lavoro, Gravity at last appunto, musica e anima sono ancora uniti in un tutt’uno: finalmente la cantante cerca di venire a capo di un processo di maturazione, regolando i conti con un’infanzia difficile e una vita destabilizzante. In un’intervista Ayo così si racconta: “Il successo mi stava portando sull’orlo del precipizio. Dopo il trionfo europeo, sono andata negli Stati Uniti: concerti, campagne di promozione, viaggi da un capo all’altro del paese, ritorni in Europa, era come ripartire da zero. Gestire la famiglia diventava impossibile. Non ce la facevo più. Ho dovuto lottare molto per ritrovare me stessa. Poi di colpo è piombata la gravità, nata dalla volontà di riconquistare serenità, gli affetti familiari. Ho preso coscienza che non ero più soltanto figlia di due genitori, ma una madre di famiglia con un ruolo sociale diverso che mi ha consentito di essere più matura. […] Essere madre di un bambino di tre anni cambia radicalmente la tua visione del mondo. Ti rende più distaccata rispetto a certe cose e più attenta ad altre. Credo che il titolo del mio ultimo album riassume bene il periodo che sto attraversando”.
A questo punto non vi resta che provare ad ascoltare qualcosa di questa bravissima cantante, che col suo suono “sporco” (registra in analogico con strumenti vintage in uno studio dove hanno registrato dei grandi della musica come Bob Marley o i Rolling Stones) parla direttamente all’anima delle persone e ai sentimenti che animano i rapporti umani.
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Ayo
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Gravity al last
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Joyful
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